Martedì, Novembre 27, 2007

Ci siamo, o quasi.


Il suo nome è C6.tv e nasce dall'esperienza di "SeiMilano", il purtroppo fallito progetto di rete all-news milanese. Alle spalle ci sta sempre il giornalista e imprenditore Marco De Gregorio.
La sera in cui Celentano andava a fare bancomat in Rai, io ero incollato al pc e, per un'oretta, ho alternato i problemi di sua sorella con quelli di C6.tv.

Era il primo giorno di trasmissioni e, comprensibilmente, i disagi tecnici si sono diffusi a macchia d'olio: collegamenti che non funzionavano, microfoni spenti e telecamere incontrollate. Due i conduttori in onda dopo le 21: un ragazzo e una ragazza. Titolo: "i Serambuli". Lui decisamente pittoresco e molto carino, lei simpatica e inizialmente senza voce (poco più di vent'anni a testa?). Il suo "mic" era spento e lo è rimasto per una decina di minuti. Entrambi poco abituati alle telecamere. Nello studio spoglio, allestito in una vetrina di Via Paolo Sarpi a Milano, alcuni ospiti seduti su un divano rosso, alle loro spalle colonne portanti bianche, uno schermo al plasma e le grandi vetrate che danno sulla pubblica via. Nella presunta scaletta (c'era?) sembravano figurare pure collegamenti esterni, garantiti rigorosamente da "videotelefoni". Ne ho visto uno, quanto basta per capirne il concetto.

È veramente un progetto innovativo. Mi incuriosisce e pure stasera ho cliccato il sito di c6.tv. Apprezzo l'idea dello studio televisivo in vetrina, delle telecamere fisse, dei collegamenti col videofonino, del reality-show: tra un programma e l'altro si alza la musica e tu vedi cosa sta succedendo in redazione. Geniale!

Ci vuole coraggio per scendere in campo con una televisione tanto nuova, e De Gregorio ha dimostrato di averne parecchio già con "Sei Milano". Auguro a C6.tv di avere un futuro roseo, davvero, anche se l'altra sera poche cose sono andate per il verso giusto. Ma non è questo il punto: quel che più mi importa è catturare gli spunti e le idee del progetto di De Gregorio.

Le tv locali dovrebbero fare la stessa cosa e diventare più agili, presenti sul territorio, snelle e immediate. L'aspetto fondamentale è che la multimedialità garantita dal web permette di coniugare radio e tv. Il flusso radiofonico può entrare tranquillamente in televisione perché le barriere tecniche stanno crollando.

Ad esempio: perché non allestire uno studio televisivo multifunzionale, con camere fisse, sempre pronto per la messa in onda? Cosa intendo? Scenografia essenziale (anche una vetrina in pieno centro a Milano!) e adattabile a qualsiasi situazione, numerose camere fisse gestite dalla regia, tecnologie in grado di garantire un contatto diretto col pubblico e con gli inviati (tramite video o cellulare) e informare tempestivamente (news, borsa, meteo). L'immediatezza radiofonica entrerebbe automaticamente in tv.

Fanno tenerezza i disagi tecnici di C6.tv ma è comprensibile: loro hanno creato tutto da zero. Le realtà radiotelevisive locali esistenti hanno invece la fortuna di poter ricorrere a strutture e professionisti già a loro disposizione.

C6.tv sta facendo da apripista a sue spese, ora speriamo che qualche editore decida di seguirne le orme. Il percorso non è ancora completamente tracciato ma le impronte di De Gregorio si dovrebbero intravvedere. 

Posted by Sacha Dalcol at 23:02:07 | Permanent Link | Comments (2) |
Commenti
1 - Pure io trovo che il progetto di C6Tv sia veramente innovativo. Non so se mai porterà un ritorno economico a chi ha reinventato questa SeiMilano del nuovo millennio. Però posso dire che l'interesse c'è, e soprattutto tra i giovani. Tra i miei impegni di lavoro microfonico ce n'è uno presso una casa di audioproduzioni che si trova presso stesso numero civico di C6Tv. Si condivide il grande cortile e parte del colonnato interno. Ebbene, il viavai di giovani e non che si osserva entrare e uscire da questo innovativo studio in vetrina (l'intera struttura di C6Tv è visibile ai passanti) è decisamente confortante. Dario Dossena (Comment this)

Written by: Dario Dossena at 2007/12/12 - 11:37:44
2 - Pure io trovo che il progetto di C6Tv sia veramente innovativo. Non so se mai porterà un ritorno economico a chi ha reinventato questa SeiMilano del nuovo millennio. Però posso dire che l'interesse c'è, e soprattutto tra i giovani. Tra i miei impegni di lavoro microfonico ce n'è uno presso una casa di audioproduzioni che si trova presso stesso numero civico di C6Tv. Si condivide il grande cortile e parte del colonnato interno. Ebbene, il viavai di giovani e non che si osserva entrare e uscire da questo innovativo studio in vetrina (l'intera struttura di C6Tv è visibile ai passanti) è decisamente confortante. Dario Dossena (Comment this)

Written by: Dario Dossena at 2007/12/12 - 11:41:28
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