Venerdì, Agosto 24, 2007

After Fazioli

Nelle scorse settimane il direttore dell'informazione della Televisione Svizzera, Michele Fazioli (nella foto), ha annunciato di voler lasciare per occuparsi di altre produzioni. Subito è iniziato il totonomina. Si è parlato di un interim di Eugenio Jelmini, di Maurizio Canetta (ora a Falò), di Edy Salmina, di... Tutti nomi interni all'azienda. Il comitato della CORSI ha però deciso di indire un concorso sia un concorso interno sia esterno. Il portale Ticinonews.ch ha pubblicato un'intervista al presidente CORSI, Claudio Generali. Grazie a un copia & incolla, eccola:

“Il profilo del successore di Michele Fazioli? Dovrà evidentemente avere una provata esperienza giornalistica. Ma siccome dovrà guidare oltre cento collaboratori, sarà fondamentale che possegga pure buone capacità di conduzione, acquisita fuori o dentro la Rtsi, poco importa”.
Claudio Generali, presidente della Corsi, la Cooperativa per la Rtsi, tratteggia così l’identikit del futuro direttore dell’informazione.
Dovrà essere laureato? “Secondo me non è determinante. Preferenziale sì, ma non determinante. Ci vuole soprattutto una persone di grande esperienza”.
Età? “Almeno 45 anni, ma non troppo vicino alla pensione. Si tratta di una posizione aziendale che non può essere cambiata a breve termine. Fazioli ha fatto il direttore per 20 anni”.
Ha già in mente qualcuno? “Io no. Anche se è chiaro che all’interno dell’azienda c’è un potenziale di possibili direttori dell’informazione”.
Presidente, ma il sostituto di Fazioli dovrà essere liberale? “Non ho mai guardato queste cose. Penso però che il capo dell’informazione in un’azienda di servizio pubblico debba più o meno condividere le posizioni mediane dell’opinione pubblica”.
Un moderato, insomma. “Mettiamola così. E aggiungo che non concepisco un non moderato che lo diventa quando si mette dietro una scrivania”.
Altre caratteristiche importanti? “Il futuro direttore dovrà avere una mentalità aperta al settore multimediale”.
In azienda c’è chi si è chiesto se era opportuno aprire all’esterno il concorso per questo ruolo, e non puntare piuttosto su risorse interne… “Mi sembra evidente che era necessario un concorso aperto. Dobbiamo vedere se sul mercato ci sono giornalisti con le competenze richieste. Ci saranno candidati esterni ed interni. Poi, il Consiglio di amministrazione della Corsi deciderà su chi puntare, naturalmente su preavviso della direzione generale”. (Emmebi)

Posted by Sacha Dalcol at 10:32:00 | Permanent Link | Comments (0) |

Giovedì, Agosto 23, 2007

Come si fa...la Radio Svizzera

Nella rete abbiamo trovato un'interessante iniziativa. Per saperne di più www.rtsi.ch : "A sette anni di distanza dalla prima edizione di Apriti Radio! la RSI ha deciso di rivelare nuovamente i suoi segreti aprendo le porte agli ascoltatori più fedeli e più curiosi della Svizzera italiana.
Il prossimo 15 di settembre, dalle 8:00 alle 20:00, chi verrà a trovarci avrà modo di visitare tutti gli spazi della Radio, dagli studi di trasmissione a quelli di registrazione, incontrando di persona le 'voci' che tengono compagnia al pubblico per 24 ore al giorno sulle tre Reti, 365 giorni all’anno: si potranno vedere redattori, programmisti e animatori all’opera mentre preparano le trasmissioni e mentre le mandano in diretta.
Un'occasione per vedere da vicino un mondo solitamente immaginato e per capire 'come si fa la radio' a livello redazionale e puramente tecnico."

Posted by Sacha Dalcol at 13:28:11 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì, Agosto 22, 2007

Capital new...style

Lo slogan è "newsnetwork". La grafia adottata ricorda quella dei display degli apparecchi radiofonici. È il nuovo stile di Radio Capital, pronta a partire il prossimo 1. settembre. La campagna pubblicitaria è stata lanciata su Repubblica.

L'ottimo newslinet.it ha riportato uno scatto fotografico, facendoci conoscere in anteprima i nuovi tratti del network passato nelle mani di Linus. Per ora on air c'è solo musica. Da settembre conosceremo la nuova voce, e soprattutto le nuove voci, di Radio Capital. A lato ci siamo permessi di riprendere l'immagine apparsa su newslinet.it.

Posted by Sacha Dalcol at 18:13:46 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì, Agosto 20, 2007

Dini e Lester

Dini e Lester, da Radio MonteCarlo, sono definitivamente approdati sulle frequenze di R101. Stamattina ho ascoltato il presunto, non ne sono sicuro, esordio. Alle 10 il via al posto di Paoletta. Anche se l'orario è diverso, e manca la presenza di Alfonso Signorini, i contenuti sembrano simili a quelli di Caffèlatte News. 

Paoletta, nel frattempo, ha aperto ufficialmente il suo nuovo blog. Sarà da questo spazio virtuale che a fine mese, quando scadrà il contratto con R101, comunicherà la sua prossima destinazione professionale. Diverse, sembrerebbero, le ipotesi sul tavolo. Un caro amico mi ha citato RTL 102.5. Effettivamente il direttor Zaino ha annunciato un nuovo arrivo. Noi staremo a sentire.

Posted by Sacha Dalcol at 21:44:20 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì, Agosto 13, 2007

Aspettando il 61esimo

 
 

Non sono un cinefilo. Nonostante la premessa, amo trascorrere parte del tempo libero in qualche sala cinematografica. Soprattutto d’autunno, d’inverno e in primavera. Poi l’estate è povera di proposte. E così capita di frequentare qualche rassegna. Come il Festival di Locarno, da sessant’anni in agosto. A caratterizzarlo, almeno dal 1971, la Piazza Grande. Lì vengono proiettati alcuni dei numerosi film selezionati dal direttore artistico Maire. Scenario davvero affascinante. E allora andiamoci.

Dopo aver cercato insistentemente un buco per infilarci la mia C2, tento di arrivare nella splendida Piazza almeno per le 20, altrimenti non trovo più posto. Mi siedo, leggo i giornali, bevo un po’ d’acqua, chiacchiero e attendo con impazienza conservando gelosamente il mio posticino. Opto per la toilette prima del via. Non ci sono quelle pubbliche. Nemmeno uno squallidissimo ToyToy. Mi tocca entrare in un affollato bar. Il gerente è all'entrata e mi chiede 2 franchi. È il prezzo da pagare per svuotare la vescica. Cosa devo fare? Pago e svuoto. Torno in piazza.

Alle 21.30 si spengono le luci e salgono sul palco alcuni personaggi. Ci siamo, penso. Ecco sfilare la presentatrice, il direttore artistico, il regista del film della serata, la sua traduttrice e altra gente. Era la consegna del Pardo d’onore. Una ventina di minuti incredibilmente lunghi, senza dinamica e vitalità. Pallosi, per dirla tutta. Sì, manco fosse la consegna dei diplomi di qualsiasi istituto scolastico di periferia! Pochi sentivano e capivano quello che stava succedendo. Qualche applauso tra una parola e l’altra. Sarà il protocollo, mi dico tentando di rilassarmi sulla scomoda seggiolina nera. Poi vabbè, sono qui per il film e non per i convenevoli. Aspetto. Scavallo le gambe anche se non so dove metterle. E si parte.

Trenta minuti in tutto. Poi, come molti altri, ho tagliato la corda. Era “Le voyage du ballon rouge”. Non mi era mai successo di abbandonare la proiezione ma non ho resistito. Un nervoso incredibile. Nel cast figurava il nome di Juliette Binoche. E mi sono fatto fregare. N-o-i-o-s-i-s-s-i-m-o! Poi, dalla mia postazione, si sentiva ben poco. Capita, direte voi.

Leggendo però i commenti sul Pardo d’Oro (Ai no yokan), come quello di Maurizio Porro sul Corriere della Sera, mi sono reso conto che altri hanno provato un solletico ai nervi guardando alcune pellicole. “Ha vinto – scrive Porro - il classico film da festival, per cinefili, di snervante ma artistica ripetitività, pronto per una notte di Fuori orario. (…) Superato lo scoglio dei gesti sempre uguali – conclude il critico del Corsera - che stordisce e appanna i sensi, il pubblico che resiste (alcuni, dopo sei o sette omelettes se ne sono andati) apprezza la sincerità dolorosa di una storia che ribadisce l' antico confronto tra vittima e carnefice (traslato)”.

Certo, nella miriade di film proposti, in e fuori concorso, mi hanno segnalato la presenza di qualche buona opera. Ma non è questo il punto. La mia curiosità e un’altra: perché il festival del film di Locarno fatica ad essere  fresco, vivace, giovane, moderno, creativo, innovativo, popolare e tecnologico? Sembra un timido evento prevalentemente pensato per “addetti ai lavori”. Con l’unica eccezione per Piazza e Rotonda: lì c’era spazio per il grande pubblico. Quello che durante l'anno va al multisala. Quello che paga. Un pubblico, seduto rigorosamente fuori dall'area vip, che non mi sembra particolarmente coinvolto. È semplice spettatore di un evento non suo.

Youtube, per dirne una. Basta afferrare il cellulare e già si può produrre un mini filmato. Se fate un giro in rete ne troverete a bizzeffe di immagini. Anche girate durante il festival di Locarno. I registi, gli attori e gli sceneggiatori sono gente comune. Tutti possono farlo! E allora, perché non si è pensato di valorizzare anche queste “mini opere”?

Le star, per dirne un’altra. È come se al Festival ci fosse un po’ di timidezza e vergogna a volerle e a “sfruttarle”. Anche quanto ci sono si intravedono soltanto.

Il siparietto prima del film, per continuare. Tristissimo e senza ritmo. Eppure dietro l’evento c’è  la Televisione Svizzera. Non sarà la regina dell’intrattenimento ma…una mano poteva darla. Mangari anche dal punto di vista scenografico. Pensate che i pali di sostegno del maxi schermo avevano il compito di fare da sfondo! Troppo forte!

I film, per proseguire. Alcuni erano un po' noiosetti. Giusto un pochetto.

L’anniversario, per ridirne ancora un’altra. Erano sessant’anni ma, oltre ai manifesti di alcune precedenti edizioni esposti per strada e a qualche retrospettiva, non sono stati particolarmente sottolineati. Sarebbe stato carino avere un’esposizione vera e propria, un libro. Qualcosina in più, insomma.

I prezzi, per terminare con le critiche. Trentadue franchi per due film è accettabile ma…se tu volessi vederti in Piazza solo il primo dei due film in programma? Ti attacchi e sganci comunque trentadue franchi. Anche se domani lavori e vuoi andartene a casa prima che cominci la seconda proiezione. Eccheccavolo!

Insomma, il festival c’è e ci deve essere. È così da sessant’anni. Le critiche ci sono e ci devono essere. È così da sessant’anni. Ma non ditemi che tutto deve necessariamente rimanere come sempre. Ci vorrebbe una ventata d’aria fresca per scacciare l'alone grigio che ogni tanto, ma solo ogni tanto, attornia il "festival internazionale del film di Locarno". Una bella botta di vita, ecco cosa ci vorrebbe! Forse per i 61...

Ah, ci aggiungo un P.S.
Il 7 agosto erano 50 anni dalla morte di Oliver Hardy. Oh, ma che stupìììdo... sarà mica roba da festival!

Posted by Sacha Dalcol at 15:50:44 | Permanent Link | Comments (0) |

Venerdì, Agosto 10, 2007

Dategli una voce!

Da sempre sono allergico alle radio fatte di sola musica. Il mese di agosto, anche se temporaneamente, si è arricchito di tappeti musicali. Capital e Virgin Radio, ad esempio, stanno lavorando per la nuova programmazione. E, coi lavori in corso, ecco tanta musica senza speaker. Ho provato ad ascoltarle ma resisto poco. Le trovo fredde e insignificanti, seppur con un’ottima selezione musicale. Fortuna che è questione di giorni.

Ci sono emittenti, invece, che hanno scelto di abolire le voci. Sì, ci sono i giornali radio e altre informazioni di servizio. Ma degli speaker nessuna traccia. Basti pensare a Cuore 1 e 2, Gamma Radio, Radio Italia Anni 60, quel che resta di Campione International, Otto e Chic Fm. Dovrei pigliare l’elenco delle frequenze per farmene saltare in mente altre. Gli esempi sono però sufficienti per dire che gli speaker sono l’anima di una radio. E quando non ci sono mi viene voglia di spegnere tutto.

Forse negli anni ’80 e ’90, quando il web era da immaginare, queste realtà avevano un senso. Adesso è tutta un’altra storia. Me ne sono accorto chiacchierando con un amico il quale, entusiasta della scoperta, mi ha segnalato Pandora.com. Basta digitare artista o titolo e il gioco è fatto. Se hai collegato il computer allo stereo puoi smetterla di occuparti della colonna sonora per tutta la serata. Fa tutto Pandora. In base al primo artista selezionato, e secondo parametri immagino legati al genere inizialmente richiesto, si compila automaticamente una playlist di artisti vari. Poi puoi andare avanti o cambiare musica. Geniale! Pandora.com purtroppo è accessibile solo dagli Stati Uniti. Con qualche escamotage tecnico si può però aggirare l’ostacolo. Non chiedetemi come. Devo applicarmi e capirò anch’io come fare.

Contagiato dall’entusiasmo mi sono schiaffato in Google cercando delle valide alternative. Senza dover ricorrere all’inganno per aggirare la legge, ho apprezzato www.blogmusik.net. È meno sofisticato di Pandora ma vi assicuro che è un’ottima soluzione. Ci scrivete l'autore, il gruppo o il titolo. In una manciata di secondi avrete l'elenco dei pezzi disponibili. Colpo di mouse e...musica! 

Ecco perché ritengo superata l’idea delle radio di “sola musica e senza speaker”. Posso solo pensarle inutili e senz’anima. Il web e le nuove tecnologie offrono molto di più. L’etere è già sovraffollato. Sarebbe bene sfruttarlo per dire qualcosa. E la parola chiave è: contenuti. Capital e Virgin lo sanno e stanno lavorando per offrirceli. Le altre correggeranno il tiro?

Posted by Sacha Dalcol at 13:54:59 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì, Agosto 08, 2007

Otto fm nella rete

Anche la ex Reteotto, ossia Otto Fm, è sbarcata on line. Digitando l'indirizzo www.otto-fm.com è possibile ascoltare la programmazione musicale anni '80 dell'emittente radiofonica di Varese. Presto, almeno secondo le indicazioni riportate dal sito, si troveranno altre informazioni.

Della gloriosa Reteotto però qualcosa è rimasto. Oltre alla presenza on line del vecchio sito internet,  www.reteotto.com, potrete notare il mantenimento della mitica mascotte: il cangurotto. Disponibile nella rete anche Chic-Fm, www.chic-fm.com.

Posted by Sacha Dalcol at 16:45:05 | Permanent Link | Comments (3) |

Lunedì, Agosto 06, 2007

I love radio

Nella rete è sbucato iloveradio.fm. È eccezionale. Ci sono le ultime molte novità riguardanti l'etere italiano. Ma ci sono anche utili spunti di riflessione. In queste ore ho cliccato www.iloveradio.fm e ho scoperto l'abc dello speaker. Mi permetto, con un "copia & incolla", di riportarvi le frasi che uno speaker non dovrebbe mai dire:

- "Ci sentiamo dopo la pubblicità"...
(la parola pubblicità non si deve mai nominare, allontana immediatamente l'ascoltatore)
- "Che tempo fa nella tua città???"
(se io ascolto da Sciacca cosa vuoi che me ne freghi di che tempo fa a Corsico)
- "Adesso ci fermiamo per le news e torniamo tra poco..."
(la radio non sei tu, la radio non si ferma mai)
- "E' una bella giornata oggi vero Marco???"
(E' severamente vietato rivolgersi in diretta al proprio tecnico regia per ogni sciocchezza che vi è successa, state parlando a tante persone e non solo a lui)...

Su iloveradio.fm ci sono però altri consigli. Fateci un giro!

 

Posted by Sacha Dalcol at 23:56:35 | Permanent Link | Comments (1) |