Mercoledì, Novembre 28, 2007

La storia di Seimilano


Precedentemente vi ho scritto di C6.tv. Nel frattempo ho googlato il nome della precedente creatura gestita da De Gregorio. Cercando qualche dato su "Sei Milano", realtà milanese sorta nel 1992 e lentamente scomparsa nel 2002, ho scoperto questo imperdibile angolo virtuale. Digitandolo troverete tutto sul famoso canale televisivo. Il titolo del lavoro, curato da una certa Ida Barone, è: "PROFESSIONE VIDEOREPORTER, una giornata a Seimilano con Stefano Peduzzi".


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Martedì, Novembre 27, 2007

Ci siamo, o quasi.


Il suo nome è C6.tv e nasce dall'esperienza di "SeiMilano", il purtroppo fallito progetto di rete all-news milanese. Alle spalle ci sta sempre il giornalista e imprenditore Marco De Gregorio.
La sera in cui Celentano andava a fare bancomat in Rai, io ero incollato al pc e, per un'oretta, ho alternato i problemi di sua sorella con quelli di C6.tv.

Era il primo giorno di trasmissioni e, comprensibilmente, i disagi tecnici si sono diffusi a macchia d'olio: collegamenti che non funzionavano, microfoni spenti e telecamere incontrollate. Due i conduttori in onda dopo le 21: un ragazzo e una ragazza. Titolo: "i Serambuli". Lui decisamente pittoresco e molto carino, lei simpatica e inizialmente senza voce (poco più di vent'anni a testa?). Il suo "mic" era spento e lo è rimasto per una decina di minuti. Entrambi poco abituati alle telecamere. Nello studio spoglio, allestito in una vetrina di Via Paolo Sarpi a Milano, alcuni ospiti seduti su un divano rosso, alle loro spalle colonne portanti bianche, uno schermo al plasma e le grandi vetrate che danno sulla pubblica via. Nella presunta scaletta (c'era?) sembravano figurare pure collegamenti esterni, garantiti rigorosamente da "videotelefoni". Ne ho visto uno, quanto basta per capirne il concetto.

È veramente un progetto innovativo. Mi incuriosisce e pure stasera ho cliccato il sito di c6.tv. Apprezzo l'idea dello studio televisivo in vetrina, delle telecamere fisse, dei collegamenti col videofonino, del reality-show: tra un programma e l'altro si alza la musica e tu vedi cosa sta succedendo in redazione. Geniale!

Ci vuole coraggio per scendere in campo con una televisione tanto nuova, e De Gregorio ha dimostrato di averne parecchio già con "Sei Milano". Auguro a C6.tv di avere un futuro roseo, davvero, anche se l'altra sera poche cose sono andate per il verso giusto. Ma non è questo il punto: quel che più mi importa è catturare gli spunti e le idee del progetto di De Gregorio.

Le tv locali dovrebbero fare la stessa cosa e diventare più agili, presenti sul territorio, snelle e immediate. L'aspetto fondamentale è che la multimedialità garantita dal web permette di coniugare radio e tv. Il flusso radiofonico può entrare tranquillamente in televisione perché le barriere tecniche stanno crollando.

Ad esempio: perché non allestire uno studio televisivo multifunzionale, con camere fisse, sempre pronto per la messa in onda? Cosa intendo? Scenografia essenziale (anche una vetrina in pieno centro a Milano!) e adattabile a qualsiasi situazione, numerose camere fisse gestite dalla regia, tecnologie in grado di garantire un contatto diretto col pubblico e con gli inviati (tramite video o cellulare) e informare tempestivamente (news, borsa, meteo). L'immediatezza radiofonica entrerebbe automaticamente in tv.

Fanno tenerezza i disagi tecnici di C6.tv ma è comprensibile: loro hanno creato tutto da zero. Le realtà radiotelevisive locali esistenti hanno invece la fortuna di poter ricorrere a strutture e professionisti già a loro disposizione.

C6.tv sta facendo da apripista a sue spese, ora speriamo che qualche editore decida di seguirne le orme. Il percorso non è ancora completamente tracciato ma le impronte di De Gregorio si dovrebbero intravvedere. 

Posted by Sacha Dalcol at 23:02:07 | Permanent Link | Comments (2) |

Domenica, Novembre 25, 2007

Il mio grigioverde

La comunicazione è ormai l'arma più potente e importante. Lo hanno capito anche i vertici dell'esercito svizzero, che con le armi ci sanno fare. Per una manciata di giorni sono sbarcati a Lugano e l'hanno messa quasi sotto assedio. Mezzi in terra, in acqua e in cielo. Ovunque. L'obiettivo era, appunto, mettere sul piatto i compiti dell'esercito che la Costituzione Federale impone: difesa, sicurezza del territorio, salvaguardia delle condizioni d'esistenza e promovimento della pace all'estero. In altre parole? Convincere gli scettici che l'esercito è cosa buona, un po' come la "croûtes au fromage" o il "Pot au feu" serviti sulle sponde del Ceresio e gustati gomito a gomito con cingolati e Fass 90. Una vera festa e forse pure riuscita, anche se un po' grigia e un po' verde. Però c'è un però: non ce l'hanno fatta a prendermi per la gola. No, no, no, proprio no.

La cucina militare l'ho conosciuta eccome. Ve lo giuro: non ha nulla a che spartire con la "croûtes au fromage" servita a Lugano. Ci sono stato io a Grosshöchstetten, vestito come avevano deciso loro. Sì, e c'è mancato poco che non perdessi i pochi chili che avevo messo in vent'anni. Mai assaggiati gli spaghetti al ketch-up? I pranzi in quella "gamella" fetida? E la sveglia alle 4.30, quando la luce ce l'avevano spenta alle 2 dopo una marcia di chilometri? La guardia 24 ore su 24? E le punizioni collettive? E i viaggi accalcati in quel camion col piede e il fucile del "compagno" sulla mano, coi crampi nei piedi? E le flessioni alle 5 del mattino nella piazza del paese col fucile e lo zaino sulla schiena? Ma vi pare? E l'odore di marjuana delle altre reclute che tentavano di svagarsi in libera uscita? E le sei ore di treno per il week-end a casa, con gli occhi gonfi di lacrime e mascherati dagli occhiali da sole?

È vero, avrei potuto decidere di farmi "scartare". Ma perché? Perché io avrei dovuto fingere una malattia o disfunzioni varie? Perché non posso decidere io se vestirmi in grigioverde o meno? Perché non posso optare liberamente, senza processi, se fare il servizio civile o quello militare? E perché il servizio civile, manco fosse una punizione, ha una durata parecchio superiore a quello militare? Perché?

In tutti i paesi vicini esiste un esercito di professionisti. E allora, non sarebbe buona cosa arruolare gente che ha passione, che ci crede veramente, anche in Svizzera?

Posted by Sacha Dalcol at 23:07:04 | Permanent Link | Comments (1) |

Lunedì, Novembre 19, 2007

Zaino passa a Worldspace

L'anticipazione di Ilovradio.fm è stata confermata poco fa da Prima Comunicazione. Sul sito è stato pubblicato quanto segue: "Roberto Zaino lascia la direzione dei programmi di Rtl 102.5 e prende in mano i contenuti di WorldSpace Italia, società specializzata in radio satellitare, partecipata da Class Editori (attraverso NewSatelliteRadio) e WorldSpace. Al momento Rtl 102.5 - prosegue primaonline.it - non ha intenzione di sostituire la posizione lasciata da Zaino".
Posted by Sacha Dalcol at 15:06:24 | Permanent Link | Comments (1) |

Sabato, Novembre 17, 2007

Zaino c'è, Zaino non c'è

Il dubbio questa volta ce l’ha messo in testa l’ottimo “I love radio”. Digitandolo, come faccio ogni giorno, ho letto il titolo “CLAMOROSO: ZAINO LASCIA LA DIREZIONE DI RTL 102.5”.

Una news che ha davvero dell’incredibile, e se non altro che giunge in un momento inaspettato, ossia quando la stessa RTL di Suraci sbanca l’Audiradio, sorpassa Deejay e si conquista il primo posto tra le private.

Finora non è giunta alcuna conferma ufficiale sul futuro professionale dell'attuale direttore artistico di RTL. Ed è per questo che prudentemente parlo di “dubbio”. Il sito in questione sembra però esserne certo: “non sono note – si legge - le ragioni di una decisione così improvvisa quanto "calcolata"... Si vocifera – scopriamo da iloveradio.fm - di un'offerta irrinunciabile (...)”

L’etere italiano, dopo la calda estate, sembra riservare diversi colpi di scena. Ora, se la notizia dovesse essere vera, partirà il consueto “toto-direttore”. Ma anche senza conferme ufficiali c’è chi già spiffera un papabile: Luca Viscardi.

Intanto, per quel poco che posso fare, ho notato un altro particolare interessante: nel sito di RTL 102.5 è scomparso il nome di Roberto Zaino in qualità di “direttore dei programmi”. Ecco il classico “prima e dopo”.



Posted by Sacha Dalcol at 19:42:03 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì, Novembre 14, 2007

Ehi Mister Deejay!




Il Mister questa volta è sceso in campo veramente. Anche se non son buono con le metafore calcistiche, oggi ho capito che i dati Audiradio hanno lasciato qualche strascico.

Linus, direttore artistico di Deejay e Capital, è arrivato a confessare pubblicamente quanto segue: "non mi piace la radio che faccio". Lo ha comunicato direttamente sul sito di Deejay, già nella home page c'era un richiamo del pezzo steso apposta per il suo blog.

In una manciata di righe il capo delle due emittenti Elemedia se la prende con gli undici "campioni" che fanno Deejay: "mi sembra di essere - scrive Linus nel blog - l'allenatore di una squadra che gioca male".

Nel cassetto, la famosa voce dell'etere italiano, dice di avere addirittura pronta una letterina per tutti i nomi che compongono il palinsesto "ma - prosegue ancora il Mister - non so se la spedirò, quando scrivo sono un po' più stronzo, forse troppo".

Il suo sfogo mi ha colpito. Solitamente i direttori artistici si sentono quando le cose vanno bene, invece Linus è riuscito a stupirci.

Ammetto di aver ascoltato raramente Deejay e, visto che siamo in zona confessionale, posso pure affermare di apprezzare RTL 102.5, la vera vincitrice di questa tornata di Audiradio.

Il lavoro svolto da Linus è sicuramente eccellente. Questi numeri devono però concederci una riflessione sul futuro di Radio Deejay. A mio modo di vedere il pubblico dell'emittente di Elemedia sta invecchiando e, nel contempo, si fa sempre più fatica ad arruolare nuove orecchie. L'innalzamento del target, del resto, è un processo naturale che va di pari passo con i dati anagrifici di chi Deejay la fa.

Il problema è che Radio Deejay è diventata una sorta di "community", di "club eslclusivo". È una realtà difficile da penetrare. Spesso, quando mi capita di ascoltarla, mi pare di essere uno che sbircia dalla serratura, senza capire cosa sta succedendo oltre la porta. Insomma, parafrasando lo slogan della campagna pubblicitaria dell'emittente, "provare a prendere" Deejay non è facile.

Credo che uno dei pochi punti deboli risieda proprio in questo aspetto. Intendiamoci meglio: l'emittente dovrebbe semplicemente diventare una radio più facile da "agganciare", sia a livello di frequenze e ricezione, sia a livello di contenuti e dialoghi.

Per fare tutto questo sarebbe fantastico riavere Fiorello, lanciare qualche giovane promessa, partire con la "radiovisione" come RTL, aprirsi ad altre orecchie, estendere la diretta sulle 24 ore e introdurre più appuntamenti informativi.

Prima di concludere devo però assolutamente rivolgere un appello importante a Linus. Tenetevi forte perché questa volta ho bisogno di gridare: EHI MISTER DEEJAY, VISTO CHE TI DEVI GIÀ PREOCCUPARE DEL GIOIELLO DI FAMIGLIA, TI FA NIENTE RIDARE CAPITAL A MANCINI?! Eccheccavolo, il "newsnetwork" sta peggio di quando era solo "classici e notizie"...

Se volete info sui dati d'ascolto: CLICCATE QUI

Posted by Sacha Dalcol at 23:21:22 | Permanent Link | Comments (1) |

Lunedì, Novembre 05, 2007

La redazione


Stavo ripulendo la cartella "TEMP" del mio pc. Tra i file ho scovato questa foto:



è la redazione di Ticinonews (radio, sito e tv), dove lavoro. Ottimo lo scatto effettuato dal mio collega!
Sotto ecco invece la nuovissima sede che ospita gli studi radiofonici. Noi giornalisti ci troviamo infatti in un altro edificio.



Posted by Sacha Dalcol at 22:44:28 | Permanent Link | Comments (1) |

Radionumberone.it e pure .eu



È finalmente sbarcato on line il nuovissimo sito di Radio Number One. Molto spazio alle novità discografiche, il menu col palinsesto, le frequenze, le voci, .... Un sito essenziale che, al primo colpo d'occhio, sembra quasi fatto in casa. Infine una piccola curiosità: il sito della radio diretta da Viscardi è raggiungibile anche digitando l'indirizzo www.radionumberone.eu.


Posted by Sacha Dalcol at 13:22:16 | Permanent Link | Comments (0) |

Nascono due nuove radio

Da oggi sono sbarcate nell’etere elvetico due nuove radio targate SRG SSR idéé suisse: «DRS 4 News» e «World Radio Switzerland» (WRS). La prima è un canale di informazione svizzero-tedesco con notizie su tutti gli ambiti della società; la seconda, invece, è una rete in lingua inglese che si indirizza al pubblico internazionale residente in Svizzera. Le concessioni sono state rilasciate lo scorso mese di giugno dal Consiglio federale. Di seguito ecco i contenuti del comunicato stampa della SSR.



«DRS 4 News» sempre attuale
La nuova rete di solo parlato di Schweizer Radio DRS sarà recepibile via DAB, cavo, satellite e internet. «DRS 4 News» è una rete interamente votata al giornalismo d'attualità: politica, economia, borsa, sport, cultura, scienze, tecnologie dell'informazione, mass media ed educazione. La squadra di «DRS 4 News» assicurerà la cronaca in diretta dei principali avvenimenti in Svizzera e all’estero, con flash d’attualità e spazi di approfondimento.

24 ore su 24, 7 giorni su 7, «DRS 4 News» proporrà ogni mezz’ora le ultimissime notizie. Durante la giornata, inoltre, ogni quindici minuti i moderatori tracceranno una breve sintesi dell’attualità. In programma anche comunicati di servizio sulle previsioni del tempo e sul traffico. La diretta consentirà di intensificare l’informazione in qualsiasi momento, (per esempio in caso di «Breaking News»), e di concentrarsi, a seconda delle esigenze, su un tema piuttosto che un altro. Schweizer Radio DRS ha maturato una riconosciuta competenza in materia d’Informazione e «DRS 4 News» saprà sfruttarla appieno. La rete soddisfa l'imperativo del servizio pubblico, poiché risponde a una nuova esigenza del pubblico che desidera un'offerta à la carte e un'assoluta libertà d'ascolto spazio-temporale. Schweizer Radio DRS finanzierà «DRS 4 News» con mezzi propri.


«World Radio Switzerland» (WRS) per tutta la Svizzera
Con i suoi programmi in lingua inglese, WRS si indirizza in particolar modo al pubblico internazionale residente in Svizzera andando a sostituire «World Radio Geneva» (WRG). L’obiettivo di questa nuova rete è quello di sostenere l’integrazione della comunità internazionale nel Paese.

WRG è stata fondata a Ginevra nel 1996 quale punto di unione tra le varie comunità anglofone. La partnership di WRG con la BBC proseguirà anche con WRS e la programmazione verrà arricchita con informazioni svizzere, regionali ed economiche. Per coprire l’attualità in tutta la Svizzera, la redazione sarà potenziata da giornalisti anglofoni residenti in tutto il Paese. Grazie alla collaborazione con le quattro emittenti radiofoniche regional-linguistiche e con Swissinfo, WRS diventerà dunque parte integrante dell’offerta SRG SSR. Il sito di WRS (www.worldradio.ch) svolgerà un importante ruolo di interscambio tra le comunità, favorendo la vicinanza al pubblico.

Nella Svizzera romanda e in Ticino è possibile ricevere WRS via DAB, mentre nel resto della Svizzera via satellite e internet, a volte anche via cavo. La trasmissione via DAB anche nel resto della Svizzera avverrà solo dopo l’introduzione di una seconda rete di trasmettitori DAB. Nella regione di Ginevra si può captare WRS su OUC sulla frequenza 88.4 MHz.

Posted by Sacha Dalcol at 13:00:58 | Permanent Link | Comments (0) |

Domenica, Novembre 04, 2007

Un tg più chiaro



Più bianco, come i tg francesi. È forse questa la caratteristica che salta subito all'occhio sbirciando dietro le quinte del nuovo studio del Tg5. Da lunedì 5 novembre, con l'edizione delle 20, il telegiornale diretto da Clemente Mimun cambia faccia.

Il nuovo impianto scenico, realizzato da Raffaella Galbiati, sara’ ipertecnologico, ripensato in toni molto chiari, rivestito da grafica stampata su vetro e pareti luminose.


Ognuna delle cinque edizioni (8, 13, 17, 20 e notte) avra’ uno spazio con fondi diversi. Grandi pannelli scorrevoli faranno da sfondo alle rubriche di approfondimento, gli speaker avranno un nuovo tavolo per le conduzioni e la zona dedicata alla redazione in studio risultera’ ampliata.

Il restyling della grafica, modernissima e tridimensionale, curata dalla Direzione Creativa Coordinamento Immagine Mediaset, diretta da Mirko Paje’, mantiene gli elementi caratterizzanti del notiziario, sviluppati pero’ secondo stilemi ritenuti piu’ freschi e attuali.

Oltre alla scenografia, sono in arrivo altre novità. Il neo direttore sarà un vero e proprio frontman: condurrà pure lui l'edizione principale del tg. E poi tanti nuovi volti.

In dettaglio, possiamo dirvi che il primo Tg della giornata vedra’ ruotare otto conduttori: Gioacchino Bonsignore, Laura Cannavo’, Marialuisa Cocozza, Gianluigi Gualtieri, Barbara Pedri, Domitilla Savignoni, Paolo Trombin e la new entry, in arrivo da SkyTg24, Simona Branchetti.

Nell’edizione delle ore 13, conduzione a coppie: Chiara Geronzi e Fabrizio Summonte, Elena Guarnieri (ex caporedattore a Studio Aperto) e Luca Rigoni, Paola Rivetta e Salvo Sottile, Didi Leoni e Giuseppe Brindisi. Nel corso della settimana, questa edizione avra’ quattro giorni dedicati alla rubrica “Gusto”, due a “Stili di vita” e una a “Motori”.

L’edizione delle 17, la prima nella storia del Tg5 in onda da Milano, vedra’ alternarsi Benedetta Corbi, Alberto Duval, Monica Gasparini e Tito Giliberto.

Alle 20, oltre a Mimun, si alterneranno Giuseppe De Filippi, Cesara Buonamici e Cristina Parodi.


Quattro i volti alla conduzione anche nell’edizione della notte: Cristina Bianchino, Paolo Di Mizio, Simonetta Di Pillo e Carmelo Sardo.


Posted by Sacha Dalcol at 15:36:07 | Permanent Link | Comments (0) |
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