Martedì, Ottobre 30, 2007

Filmato aziendale

L'ho visto per la prima volta integralmente in questo momento. Si tratta di un video promozionale del Gruppo TeleTicino, per il quale lavoro. La produzione è servita anche per lanciare il nostro nuovo portale, raggiungibile all'indirizzo www.ticinonews.ch, e le nuove possibilità pubblicitarie. Se avete quattro minuti, cliccatelo e guardatelo.


 
(Grazie p.!)
Posted by Sacha Dalcol at 14:51:46 | Permanent Link | Comments (0) |

Mercoledì, Ottobre 17, 2007

Autoradio

Non è mica facile spiegarglielo. Quante volte mi è capitato di dover giustificare le mie scelte radiofoniche? Tante. L'ultima in ordine di tempo risale a qualche sera fa e la domanda suonava più o meno così: "ma come, lavori a Radio 3iii e ascolti RTL?!". Nel porgermela si è notato subito il sorrisetto sotto i baffi del compagno di viaggio, come per dirti: "guarda che t'ho beccato".


Certo, il furbo interlocutore mi avrà beccato su un'altra frequenza, ma questo fa parte delle regole del gioco. È per me appassionante sentire gli altri e capire da che parte gira il mondo.

Così ho deciso di confessarmi. Sì, ho deciso di dirvi apertamente che radio ho memorizzato in auto e soprattutto il motivo alla base di questa decisione essenziale. ;-)



1. RTL 102.5 - Da quando ha rilevato le frequenze di Radio Campione International in Ticino, RTL te la puoi ascoltare da Chiasso a Bellinzona senza problemi. Inoltre la programmazione musicale è ottima e la Famiglia con Proce e Pressman è imperdibile. Quei venti minuti che al mattino mi servono per arrivare in redazione sono l'occasione perfetta per ridere di gusto.


2. RADIO 3iii - Ultimamente la diretta si è estesa fino alle 20, amo ascoltarla al rientro. Lolly, e il suo Happy Hour, mi mette di buon umore. Non mi soffermo spesso su R3iii perché il pericolo che corro è di essere ipercritico e di trovare, magari anche stupidamente, numerosi aspetti che non digerisco. E poi lavorandoci più di otto ore al giorno...


3. RADIO MONTECARLO - La ricezione, se si va oltre il Mendrisiotto, è scarsa. La musica e alcuni programmi sono sufficientemente divertenti per spingermi a memorizzarla nell'autoradio. Soprattutto la domenica pomeriggio-sera, RMC diventa la mia oasi. Schivo le snervanti e frammentate radiocronache di RTL con Salvati e Santini, trovo ottima musica e belle voci che, anche se parlano di sport, non riescono ad annoiarmi.


4. RADIO 24 - Quando al mattino mi tocca partire da casa prima delle 9, Melog di Gianluca Nicoletti è ormai l'appuntamento inderogabile. I gr, "Vivavoce" e "la Zanzara" sono poi gli altri spazi che prediligo.


5. CANALE ITINERANTE - In questo caso dipende. Lo spazio è lasciato libero per le nuove realtà. Momentaneamente il "5" è pensato per Radio Number One. Volevo sentire il lavoro di Luca Viscardi, che ha preso in mano il comando dell'emittente. Prima di N1 ci sono state: CAPITAL e R101.


6. RETE UNO - È la prima delle tre radio nazionali, l'utima nella mia autoradio. Quando mi toccano le gallerie lunghe (Morettina a Locarno e S. Gottardo) è il punto di riferimento essenziale. Basta sfiorare l'ultimo tasto e...voilà! Quando non ascolto Nicoletti su Radio 24, "Modem" è un'altra ottima alternativa. Per il resto, sono troppo abituato alle radio private: dinamiche, vivaci e meno ingessate.

Posted by Sacha Dalcol at 00:40:28 | Permanent Link | Comments (5) |

Domenica, Ottobre 14, 2007

La pulce nell'orecchio

La notizia di “fuorionda” sul passaggio di Max Borrelli a Reporter è quella che ha totalizzato più commenti in assoluto. Nove, per dirla tutta. E l’ultimo, in ordine di tempo, è arrivato domenica pomeriggio. Un messaggio che mi ha particolarmente incuriosito.

“Secondo me – scrive l’anonimo lettore - Borrelli a Reporter è l'uomo giusto al posto giusto. Max è un "popolarone" e a Number One era schiacciato dalla linea editoriale. Sicuramente farà un buon lavoro e si circonderà di altri speaker "popolaroni" come lui... Che il prossimo sia Pellegrini?”

Subito mi è saltato in mente il mio collega, Riccardo Pellegrini. La sua voce è ben presente su Radio 3iii, dove è pure responsabile artistico, e su Radio Lombardia.

Una certa affinità tra lui e Borrelli potrebbe anche esserci. Non so quanto possa essere affidabile quel commento. Una cosa è certa: il lettore mi ha messo la pulce nell’orecchio. Indagherò.

Posted by Sacha Dalcol at 20:57:58 | Permanent Link | Comments (4) |

Giovedì, Ottobre 04, 2007

L'albero da frutta

Ho recuperato un testo legato alla storia della radiofonia privata in Svizzera. Mi ero documentato sul caso per un lavoro scolastico. L'operazione, come ben ricordo, è stata lunga, difficoltosa ma appassionante. Ed è proprio da questo racconto che emerge la storia di Roger Shawinski, l'ex radiopirata che ora ha deciso di tornare alla ribalta rilevanto Radio Tropic.

Abbiamo scoperto che il primo trasmettitore "pirata", in Svizzera, fu stato individuato e smantellato nel 1975 dalle autorità, su un albero da frutta del comune di Uetliberg, nel Canton Zurigo.

In Svizzera, così come in Germania, l’ascesa delle emittenti private fu molto lenta. Già nel 1969 l’ente pubblico, per contrastare i segnali provenienti dall’estero, e quindi scongiurare la possibilità di un’invasione delle radio pirata dalle nazioni confinanti, decise di aumentare la potenza dei propri ripetitori.

Nel mese di maggio del 1974 la casa editrice Jean Frey AG progettò di creare una radio privata, con sede nel principato del Lichtenstein. Sia le autorità del Lichtenstein, sia quelle elvetiche, bocciarono il progetto.

A Zurigo, nel 1975, le PTT e la polizia giudiziaria smantellarono, per la prima volta, il trasmettitore di un’emittente pirata (denominata Radio International) posizionato su un albero da frutta nel comune di Üetliberg. Il giorno seguente, il corrispondente zurighese della Luzerner Neusten Nachrichten, scrisse che i pirati dell’etere sarebbero tornati molto presto e con un sistema ancora più ingegnoso.

Il 26 febbraio del 1977 fu la volta di Radio Atlantis, creata da un certo Peter Käppeli. In meno di 24 ore le autorità svizzere individuarono la postazione di emissione e disattivarono il segnale. Käppeli non si arrese e nel mese di settembre dello stesso anno attivò, sporadicamente e da postazioni diverse, i 101 MHz che garantirono la copertura della regione di Zurigo.

Il 15 luglio del 1977, sull’onda delle iniziative delle radio pirata nel resto d’Europa, un gruppo denominato “Radio-Aktiv Freies Gösgen” creò un’emittente radiofonica come strumento di protesta contro la Centrale Nucleare di Gösgen.

Per contrastare queste iniziative illegali le PTT e la polizia giudiziaria, che avevano il compito di controllare le emissioni radiotelevisive, si dotarono di due elicotteri per sorvolare il paese e individuare i “trasmettitori” pirata che, lentamente, si erano diffusi un po’ ovunque.

Il 2 giugno del 1978, ancora Peter Käppeli, ideatore della scomparsa Radio Atlantis, decise di emigrare in Italia per avviare delle sperimentazioni al Pizzo Groppera. L’idea era quella di diffondere il segnale della propria emittente, su Zurigo, direttamente dal territorio italiano, dove il monopolio della RAI era caduto. Dopo alcuni esperimenti decise di abbandonare il progetto poiché troppo costoso.

Nello stesso periodo, un lungimirante caporedattore del quotidiano Die Tat (edito dalla Migros), Roger Shawinski, prese una storica decisione: abbandonare la carta stampata per lanciarsi in una sensazionale avventura radiofonica.

Sulla base delle esperienze acquisite da Peter Käppeli negli anni passati, Shawinski si trasferì a Cernobbio, sul Lago di Como. In poco tempo accese, sempre dal Pizzo Groppera, un potentissimo trasmettitore rivolto verso la Svizzera.
Alle 17 del 17 novembre 1979, dagli studi allestiti in un appartamento di Cernobbio, iniziarono le trasmissioni, in lingua tedesca, di Radio 24. Dotata di apparecchiature altamente professionali, l'emittente irradiava i propri programmi (musica e notizie) principalmente sul territorio di Zurigo, con un sistema radiante ed una potenza che, per i tempi, erano inusuali.
 
L’iniziativa di Shawinski ebbe un’eco incredibile in Svizzera. Da un lato il governo federale considerava illegale e inaccettabile Radio 24 e quindi si era rivolto alle autorità italiane sventolando i regolamenti internazionali delle radiocomunicazioni, chiedendone l’immediata chiusura. Dall’altro la nuova emittente era riuscita a raccogliere incredibili consensi soprattutto tra i giovani svizzeri.

A Berna, il 29 dicembre del 1979, venne organizzata, da parte dei numerosissimi sostenitori di Radio 24, la prima imponente marcia di protesta contro la volontà del governo svizzero di chiudere Radio 24. Successivamente, nel mese di gennaio del 1980, sia a Zurigo sia a Berna, vennero organizzate altre manifestazioni a sostegno di Radio 24, ormai condannata alla chiusura a seguito delle pressioni del governo elvetico su quello italiano.

“(…) Il 1. febbraio 1980 - si legge sul sito Radio Jurassico - Radio 24 subì il sequestro delle apparecchiature trasmittenti per presunta violazione dei regolamenti internazionali delle radiocomunicazioni (UIT Ginevra 1959).
La Pretura di Chiavenna, su istanza dell'amministratore Wilder Catellani in data 19 marzo dello stesso anno, revocò il sequestro e ordinò la restituzione degli apparati (…), avendo deciso che gli accordi internazionali stabiliscono solo "indicazioni di massima" nel caso di emissioni in modulazione di frequenza. Il vicepretore Cesare Dell'Erba, precisò che gli organi ministeriali italiani non hanno alcun dovere di intervento, se non in caso di procurata interferenza a legittime emissioni straniere. L'emittente potè, conseguentemente, riprendere le proprie trasmissioni dal territorio italiano (…)".

A seguito della pressione della piazza, le autorità federali furono obbligate a riflettere sul problema e valutare l’ipotesi di tollerare delle radio private in Svizzera.

Finalmente, contro la volontà della Società Svizzera di Radiotelevisione (SSR) e di alcuni editori di giornali, il Consiglio Federale decise di proporre al parlamento, nel 1981, un’ordinanza sulle emissioni sperimentali radiofoniche.

Dopo una lunga e passionale procedura, le prime stazioni radiofoniche locali svizzere furono autorizzate il 1. novembre 1983 – ancora a titolo sperimentale – ad attivare i loro trasmettitori.
In contropartita la SSR ricevette la concessione per realizzare, per ogni regione linguistica, un terzo programma  (in Ticino, nel 1988, parte Rete Tre).

Nello stesso mese, seppur le trasmissioni fossero cominciate nel 1979 dal territorio italiano e tollerate in seguito ad un’ordinanza emessa nel 1981, Radio 24 diventò un’emittente svizzera a tutti gli effetti. Gli studi vennero trasferiti da Cernobbio a Zurigo (nel quartiere Stadkreis 5 fino al 1993, anno in cui si trasferì nel Medienhaus sulla Limmatstrasse).

Grazie a questa nuova legge, in tutto il paese, partirono altri progetti radiofonici: nel dicembre del 1983, a Ginevra, nacque RGI; nel 1984, in Ticino, su otto domande inviate a Berna, solo due emittenti ricevettero una concessione: Radio 90.6 – La voce del bellinzonese (per Bellinzona) e Radio Svizzera del Verbano (per Locarno).

Radio 90.6, in mano a un certo Franco Crespi, cominciò le trasmissioni nel settembre del 1985, Radio Svizzera del Verbano non fece in tempo a vedere la luce: l’editore Raimondo Rezzonico decise di tirare i remi in barca poco dopo aver ricevuto l’autorizzazione da Berna a causa delle restrizioni legislative e della concorrenza, ritenuta sleale, da parte delle emittenti di confine.

Dopo la rinuncia a diffondere da parte di Radio Svizzera del Verbano, che avrebbe trasmesso solo su Locarno, l’autorità federale decise di concedere a Radio 90.6 il diritto di coprire le due città sopracenerine.

Sempre per quel che riguarda il Ticino, nel 1987 iniziarono i programmi di Radio 3iii, autorizzata a trasmettere rispettivamente nel Luganese e nel Mendrisiotto. Radio 90.6 chiuse i battenti sul finire degli anni '90. Al suo posto nacque, nel 1998, Radio Fiume Ticino.

Posted by Sacha Dalcol at 19:03:03 | Permanent Link | Comments (0) |

Il ritorno

È il pioniere delle radio e televisioni private in Svizzera. Roger Schawinski è un nome sicuramente noto a chi opera nel settore radiotelevisivo italo svizzero. Fu lui, a cavallo degli anni '80, ad aprire a Cernobbio (in provincia di Como) Radio 24

Si trattava di un'emittente privata che trasmetteva in lingua tedesca e che si rivolgeva a gran parte degli abitanti di Zurigo. Il segnale partiva da un'enorme antenna installata sul Piazzo Groppera, sopra il lago di Como. Radio 24 è diventata emittente elvetica a tutti gli effetti solo nel 1983, dopo una lunga e intensa battaglia legale che, ufficialmente, diede il via libera alle radio private in Svizzera.

Ora Shawinski, dopo aver abbandonato il settore nel novembre 2006, torna alla carica e lo fa proprio con un'altra emittente privata svizzera: l'ex «radiopirata» ha annunciato oggi l'acquisto della piccola emittente zurighese Radio Tropic, che intende trasformare in un canale specializzato per la fascia d'età fra i 30 e i 60 anni.

Nel 1994 Schawinski si lancia nel mondo televisivo, con il canale regionale TeleZüri, seguito nel 1998 da Tele 24, che copre tutta la Svizzera tedesca. Nel 2001 vende tutte le emittenti al gruppo Tamedia. Nel dicembre 2003 assume la direzione della tv privata tedesca Sat.1, carica che ha lasciato nel novembre del 2006.

Schawinski è pure autore di libri: l'ultimo, intitolato Die TV- Falle (La trappola tv) e dedicato alle sue esperienze sul mercato televisivo tedesco, sta riscuotendo un notevole successo sia in Svizzera che in Germania.

Posted by Sacha Dalcol at 18:30:57 | Permanent Link | Comments (0) |

Martedì, Ottobre 02, 2007

Nuova veste per il corriere.it

Non è più quello di una volta. Il sito del Corriere della Sera è apparso oggi con una nuovissima struttura. Al primo colpo d'occhio ricorda quella adottata da un altro quotidiano nazionale: La Stampa.

Maggiore interazione. È questa la parola chiave alla base del ripensamento del Corriere.it. Come si legge nel "mediablog" di Marco Pratellesi "in linea con l’evoluzione della rete, che va sotto il nome di Web 2.0, i lettori, oltre a esprimere le proprie opinioni nei forum e nei blog tenuti dalle firme del Corriere della Sera, potranno anche commentare alcuni degli articoli pubblicati sul sito, inviare foto, suggerimenti, testimonianze".

Multimedialità. È invece un aspetto già presente nel precedente sito ma rafforzato. Per fare un esempio, i Tg passano dalle due alle cinque edizioni al giorno (8,30 – 11,30 – 14,30 – 16,30 – 21,30). Nuove anche le tre edizioni del sabato e della domenica (11,30 – 16,30 – 21,30).

La barra di navigazione. Come si legge sul Corriere.it è passata "da verticale diventa orizzontale, posizionata subito sotto la testata per rendere più immediato l’accesso alle varie sezioni. In basso, in home page, il menù dei servizi: Meteo, Mappe, Trovo Viaggi, Trovo Cinema, Borse, Dizionari, E-dicola, Rcs Mobile, Corriere Store, Incontri, Rss. La home si chiude, come tradizione del sito, con i forum e i blog".

Posted by Sacha Dalcol at 10:49:34 | Permanent Link | Comments (0) |

La BBC compra la Lonely Planet

Non sono l'unico. Prima di partire, e non necessariamente "per un lungo viaggio", mi affido a lei: la mitica Lonely Planet. Anche la BBC ha optato per la Lonely Planet. La decana delle emittenti pubbliche radiotelevisive ha acquistato la casa editrice australiana.

Il successo della Lonely Planet, come abbiamo scoperto grazie alla Wikipedia, iniziò nel ottobre 1973 con Across Asia on the cheap, la prima guida che Maureen e Tony Wheeler, i fondatori, scrissero al ritorno dal loro lungo viaggio attraverso l'Europa e l'Asia. In tre mesi vendette ottomila copie.

Inizialmente centrato sull'Asia l'interesse di Lonely Planet si estende a tutto il globo. Nel 1989 erano in catalogo oltre 70 titoli che coprivano tutto il Mondo fatto salvo per Europa Occidentale, Unione Sovietica e Stati Uniti.
I frasari Lonely Planet a differenza di altri omologhi non si limitano alle sole frasi per chiedere informazioni ma hanno ampie sezioni dedicate alla socializzazione con le popolazioni locali, gli usi e costumi, la religione.

All'attività editoriale dal 1986, si affiancano alcune importanti inziative umanitare: parte dei proventi della Lonely Planet vengono devoluti per la realizzazione di progetti umanitari in Africa, India, America Centrale e anche in opere di sensibilizzazione, come ad esempio la campagna con Greenpeace per fermare i test nucleari francesi nel Pacifico.

La Bbc con questa operazione cerca di rafforzare la presenza nel settore viaggi e potenziare il comparto internet. "L'accordo rafforzerà la visibilità di Lonely Planet ed il suo potenziale di crescita, soprattutto nell'arena digitale e darà la possibilità ai suoi utenti di accedere ad un rampio range di contenuti Bbc", ha sottolineato Etienne de Villiers su Repubblica, presidente non esecutivo di Bbc Worldwide.


Posted by Sacha Dalcol at 00:30:43 | Permanent Link | Comments (0) |

Lunedì, Ottobre 01, 2007

Amicone, il dito e la luna

Il mio televisore non mi permette di andare oltre a SSR e Rai. Purtroppo non ho nessun collegamento satellitare o tramite cavo. Grazie a Zattoo sono però riuscito a selezionare e vedere, con una discreta qualità, numerosi canali televisivi europei.

Lunedì mi è capitato sotto gli occhi il programma della 7, e condotto da Ilaria D'Amico, denomianto "Exit". Si è cominciato con un dibattito sul lavoro interinale. Ospite il deputato e economista Renato Brunetta. Successivamente, e qui viene il bello, il programma ha proposto un’inchiesta sull’omosessualità dei sacerdoti.

Dopo una carrellata sui presunti scandali che hanno coinvolto la curia di Firenze, tre reportage girati con una camera nascosta hanno mostrato gli incontri tra alcuni preti omosessuali e persone conosciute nelle chat.

L'obiettivo era quello di avviare una riflessione sulla castità e sul celibato nel sacerdozio, quali virtù non necessariamente in contraddizione con la realizzazione della vocazione cristiana.

Non entro nel merito della questione ma, quando mi è giunta al cervello l'affermazione del direttore del settimanale vicino a Comunione e Liberazione "Tempi", Luigi Amicone, mi sono incupito e stupito. Comunque, stupore e pallore a parte, cosa è riuscito a dire Amicone? Ha semplicemente messo in discussione l'operato della redazione del programma televisivo.

Le immagini contenute nel reportage, con personaggi resi anonimi da effetti sonori e visivi, sono stati gli unici argomenti contenuti nella dichirazione del direttore dei TEMPI (ossia un giornalista!): "certo, dovrei fidarmi ma avete almeno chiesto la liberatoria? Questi episodi non bisogna provocarli. La comunità gay avrebbe potuto organizzarsi per coinvolgervi e far passare un messaggio distorto". Come dire: a volte è comodo far finta di guardare il dito per non vedere la luna!

Che la Chiesa debba rivedersi è un dato di fatto. Credo però che pure l'Ordine dei Giornalisti dovrebbe avviare una piccola inchiesta interna per rivalutare la presenza di qualche nome nell'albo professionale. Personalmente già alla lettera A avrei qualche ripensamento.  

Posted by Sacha Dalcol at 23:55:35 | Permanent Link | Comments (0) |

105.net

Il sito di Radio 105 è stato completamente ripensato. Dalle 16 di questo pomeriggio, digitando il sito www.105.net, è possibile vedere il nuovo angolo virtuale. Quattro i pilastri fondamentali di 105.net: l'area blog, la photogallery, i video e la web radio.

La nuova home page è strutturata in macro aree. Come si legge su PubblicitàItalia "nasce da un'esigenza di razionalizzazione degli spazi tesa ad ottenere una maggiore visibilità, immediatezza e completezza dell'informazione".

Si amplia anche la sezione ‘Tutto di noi’, ovvero l'area del sito dedicata a svelare agli ascoltatori i volti e i segreti che si celano dietro alle voci di Radio 105.

"Con la nuova versione, 105.net si prefigge di consolidare e aumentare la propria leadership - si conclude il comunicato stampa apparso su PubblicitàItalia - non solo fra i siti dei network privati ma anche fra quelli più cliccati dai giovani, conquistati grazie al felice mix di informazione e contenuti multimediali, grafica accattivante, iniziative speciali, giochi e una grande community".

Per recuperare il passato potete ricorrere all'ottimo www.archive.org. Qui potrete digitare l'indirizzo www.105.net nella striscia di ricerca e scoprire le vecchie home page della radio di Via Turati. 

Anche radiomontecarlo.net si presenterà con un nuovo look. Il countdown è iniziato. Il nuovo volto di RMC sbarcherà on line il 3 ottobre.

Posted by Sacha Dalcol at 22:20:41 | Permanent Link | Comments (0) |